IL 2007 ANNO PEGGIORE PER LE STRAGI DEI GIORNALISTI: TRE MORTI A SETTIMANA

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Secondo i dati diffusi dall’International News Safety Institute (Insi) nel 2007 sono stati uccisi 171 giornalisti e altri professionisti dei media; almeno 100 i morti in scontri a fuoco. Con oltre tre morti a settimana, il 2007 è stato l’anno peggiore da quando, nel 1990, l’International Federation of Journalists (Ifj) ha cominciato a raccogliere i dati in merito. “Il pedaggio di morte è spaventoso, inaccettabile e sta peggiorando” sottolinea il direttore dell’Insi, Rodney Pinder. Inoltre le circostanze legate alla morte dei giornalisti sono spesso poco chiare: solo un caso su dieci è sottoposto a indagini e regolarmente perseguito. L’Iraq è, ancora una volta, il posto più pericoloso, con 65 morti, tutti iracheni, tranne un fotografo russo. Dal 2003, in Iraq, hanno perso la vita almeno 236 giornalisti. Al secondo posto per numero di morti si classificano gli Stati Uniti dove otto morti su nove sono state provocate da incidenti, come lo scontro di due elicotteri a Phoenix, in Arizona, lo scorso luglio, che provocò quattro morti. Lo scorso mese l’Insi insieme all’Ifj e alla European Broadcasting Union hanno fatto appello alle Nazioni Unite per avere una maggiore protezione per i giornalisti. Sette paesi (Australia, Gran Bretagna, Canada, Danimarca, Francia, Germania e Usa) si sono impegnati a migliorare la sicurezza dei giornalisti che coprono i conflitti e a combattere l’impunità per coloro che colpiscono i reporter.

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