“Se teniamo i riflettori accesi e puntati su di loro, noi siamo più forti: è un diritto dei cittadini avere un’informazione vera e tutelata”, ha affermato Iacopino. Il Presidente dell’Ordine ha poi ha affrontato l’argomento “diffamazione”: “Come ho già avuto modo di dire in Commissione Giustizia prego che la nuova legge sulla diffamazione finisca nel cestino della spazzatura, perché l’unica cosa che stabilisce è la fine del carcere per i giornalisti, ma questo non è un regalo alla nostra categoria, è la risposta italiana alle continue messe in mora e alle sanzioni dell’Unione Europea”. Il vero nodo da sciogliere, secondo Iacopino, non è il carcere per i giornalisti, che ha riguardato pochissimi casi, ma “la continue intimidazioni e le querele temerarie subite dai colleghi: questo è tuttavia un problema che la legge non affronta”. Infine, sugli organi disciplinari dell’Ordine istituiti dal decreto Severino, Iacopino ritiene che “i consigli di disciplina territoriale per i giornalisti così come sono non riescono a funzionare”. In una regione piccola, con pochi iscritti, può infatti capitare che un collegio di tre persone debba processare” per un’azione disciplinare “un collega che conoscono tutti e tre. Abbiamo chiesto di portare a 9 il numero dei componenti ma per farlo ci vuole una modifica legislativa. Aiutateci ad attuarla”. (Odg.it)
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