I nuovi abbonati del New York Times sono una boccata d’ossigeno nell’asfissia dell’informazione

0
272

Con la pandemia si è tornati a qualche vecchia abitudine: fare il pane in casa, ascoltare la musica, leggere i giornali. Ma come sempre, quando il tempo a disposizione è quello necessario per gustarsi le cose, quando tutto non fa così di fretta che non riesci nemmeno ad assaggiare, prevale la qualità.

E allora la notizia, una vera notizia, è che i giornali non sono morti, la domanda di un’informazione seria, affidabile, autorevole esiste, se esiste un’analoga offerta. In questi giorni su tutti i giornali si parla del New York Times che ha acquisito quasi 600.000 nuovi abbonati.

Non abbonati, ma nuovi abbonati, lettori che hanno ritenuto che l’edizione a pagamento, cartacea e on line, meritasse il prezzo previsto. Per raggiungere un monte complessivo di oltre 6 mni di abbonati, una piccola nazione diffusa nel mondo che si informa, pagando, attraverso gli articoli del New York Times.

Certo il giornale è un’eccellenza mondiale, è scritto in inglese, lingua universalmente riconosciuta come universale, ha firme autorevoli. Ma è lo stesso giornale che perdeva copie, è il giornale per il cui editore Arthur Sulzberger Jr. annunciò la morte nell’edizione cartacea nel 2013. La carta affanna, ma respira ancora e l’ossigeno glielo sta dando proprio il virus che ci tiene chiusi a casa, il virus che rischia di togliercelo l’ossigeno.

Ma che ci ha costretti a casa, liberando tempo per conoscere, per informarci, per andare oltre qualche titolo di Internet. Sia ben chiaro il web è il presente e non il futuro, la rivoluzione digitale non è da venire, ma è già realizzata. Ma proprio quella rivoluzione ha consentito a molte redazioni di rivedere l’organizzazione del lavoro; proprio il New York Times prevede di estendere lo smart working almeno fino a settembre. Ci sono chiaroscuri, il modello del web ancora non è definito, le copie perse nel cartaceo mai verranno recuperate e difficilmente verranno sostituite da quelle digitali. Ma esiste ancora spazio, molto spazio, per un’informazione seria. Il mercato verrà. Intanto, si respira una piccola ventata di aria nuova.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome