I giornalisti in Sicilia chiedono aiuti “mirati”: “No a chi sfrutta il lavoro”

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Palazzo d'Orleans, sede della Regione Sicilia

I giornalisti chiedono ancora aiuto alla Regione Sicilia. La crisi non è superata, affermano in una nota i comitati di redazione di tre dei quotidiani più letti dell’isola. Non solo economica ma anche informativa: c’è lo spettro delle fake news che incombe. In uno dei momenti drammatici per il mondo che ha visto proprio la Sicilia tornare, tra le prime in Italia, nella morsa delle limitazioni. Pochi vaccini e “zona gialla”. Una soluzione c’è, e sta dentro l’informazione. A patto che, però, si sostenga quella che dà lavoro vero. E non coloro che sfruttano il lavoro.

I giornalisti in Sicilia e l’appello all’informazione corretta

I cdr di Gazzetta del Sud, Il Giornale di Sicilia e la Sicilia hanno inviato un messaggio al governatore Nello Musumeci. Lo hanno ringraziato perché la Regione è stata tra le prime a sostenere il comparto editoriale. Una scelta definita “una boccata d’ossigeno importante nel momento in cui si rischiava il collasso” da parte dei giornalisti stessi. Però ci sono dei “paletti” da rispettare. Non aiuti a pioggia ma mirati e misurati sulle effettive dimensioni dei quotidiani stessi. “Proprio per fare in modo che gli aiuti pubblici vadano solo a chi fa informazione corretta, rispettando le regole deontologiche e quelle contrattuali, ci permettiamo di segnalare e suggerire che il principale criterio che dovrebbe essere adottato per la distribuzione delle risorse”.

“Chi sfrutta il lavoro crea distorsioni”

Secondo i comitati di redazione dei tre quotidiani. “Si tenga conto dei contratti applicati dalle imprese e da quanto esse spendono per la forza lavoro. È indispensabile anche agganciare l’erogazione delle risorse alla effettiva distribuzione sul territorio, per aiutare chi compie sacrifici per essere sempre nelle edicole, raggiungibile realmente dai lettori”. E perciò. “Informare è un lavoro duro, richiede tempo e risorse; realizzare prodotti che sintetizzino e spieghino i contesti sociali, politici ed economici ha un costo non indifferente, rappresentato soprattutto dagli stipendi dei giornalisti. Chi produce informazione senza avere giornalisti al suo interno, o pagandoli in nero o con una miseria, crea una distorsione grave del mercato che si traduce in un pericolo per le imprese sane che rispettano i contratti e le leggi e che devono magari subire il continuo saccheggio di contenuti e idee”.

L’incubo delle fake news

Per tutti questi motivi i Comitati di redazione dei tre principali giornali siciliani rivolgono un appello al presidente della Regione per confermare un sostegno che finora si è rivelato indispensabile per la sopravvivenza delle testate. “Il Presidente della Regione, Nello Musumeci, e le altre forze politiche che hanno approvato il piano di sostegni inserito nella Finanziaria del 2020, ben conoscono il valore del giornalismo vero, professionale, scrupoloso: unico antidoto alla marea nera delle fake news che inonda ogni giorno il mondo. E quanto sta accadendo sui vaccini e sulla lotta al virus ne è la prova. È giusto dare voce a tutte le posizioni e ai punti di vista, come dovrebbe fare ogni bravo giornalista; ma non scordiamoci gli effetti devastanti che la diffusione di notizie false e fuorvianti crea laddove la dieta informativa degli utenti è limitata a quel che sfornano senza alcuna verifica siti e profili social di incerta origine”.

 

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