Editoria

I ducetti della comunicazione e l’inconsistenza della politica

In questi giorni Il Fatto quotidiano ha attaccato duramente Fabio Longo, consulente della sottosegretaria al Ministero della Cultura Lucia Borgonzoni. La questione, come al solito, è la commistione tra informazione e potere, anzi, più modestamente, la capacità di accomodare la prima con i soldi che la seconda può erogare sotto forma di pubblicità e di incarichi professionali. La querelle prende la consueta forma dell’interrogazione parlamentare di un parlamentare dell’opposizione, Gaetano Amato, parlamentare del movimento cinque stelle, al ministro Giuli circa il ruolo di Longo e l’impiego delle risorse pubbliche utilizzate per addomesticare l’informazione. Il timore è che, come al solito, andrà a finire tutto in caciara e della cosa ben presto finirà nel dimenticatoio. Certo che se non fossimo nel paese in cui la maggioranza invita gli elettori a sottrarsi al diritto al voto e in cui la minoranza trasforma una clamorosa debacle referendaria in una improbabile vittoria l’argomento avrebbe le ragioni per essere dibattuto seriamente in Parlamento. Il tema del rapporto tra informazione e potere è centrale per la democrazia in quanto è evidente che la capacità di condizionare i mezzi di informazione con le risorse dedicate dallo Stato e dalle partecipate alla comunicazione può modificare interamente tutta la narrazione, decidendo chi vive e chi muore. La discussione politica in realtà non è solo opportuna, ma necessaria in quanto tra meno di due mesi entra in vigore l’European Media Freedom act che prevede, tra le altre misure, l’obbligo per gli Stati di destinare le risorse destinate alla comunicazione, inclusa la pubblicità, in modo non discriminatorio e trasparente. Se invece di fare le interrogazioni parlamentari la minoranza si battesse in Parlamento per chiedere che il Governo applichi una norma esistente, le cose potrebbero mettersi diversamente. E, per i tanti Fabio Longo che gestiscono pezzi importanti della comunicazione in Italia decidendo quali sono i giornali da sostenere e i giornalisti da foraggiare, la vita potrebbe farsi difficile.

Enzo Ghionni

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