Dino Greco, il direttore di Liberazione è intervenuto al Convegno sui tagli all’editoria organizzato per oggi a Roma da FNSI, Articolo 21, Mediacoop, FISC ed il Comitato per la libertà di informazione e ha espresso. Greco ha mostrato preoccupazione per il fatto che si sta sottovalutando il pericolo che incombe sugli editori e sulla democrazia . «Dal 2 gennaio prossimo» – afferma Greco «mollissime testate non ci saranno più ed è piuttosto evidente che non stiamo questuando delle elemosine ma stiamo chiedendo il rispetto di diritti acquisiti», di difendere il pluralismo dell’informazione. Per Greco, chi non ritiene questo un tema cruciale, vuol dire che subisce un deficit di cultura democratica grave oppure persegue in modo deliberato quest’obiettivo: cioè far chiudere tutta quella fetta di informazione che non riesce a reggere senza i finanziamenti. Chi detiene risorse può informare e se crede anche manipolare l’informazione chi invece di queste risorse non può disporne è destinato a chiudere. «E’ inaccettabile – continua il direttore di Liberazione – assimilare alla “casta” i giornali e non di meno lo è assimilare tutti i giornali a quelle testate che esistono sulla carta ma che servono esclusivamente a foraggiare chi li ha creati. Non si può colpire nel mucchio. Altrimenti il paradosso è che quelle resteranno mentre scompariranno i giornali indipendenti».
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