Editoria

Gozi suona la riscossa Ue: “Non torneremo al Far west digitale”

Gli Over The Top si accucciano a Trump nella speranza di riportare indietro le lancette della regolamentazione europea. Ma qualcuno, neanche troppo sottovoce, chiama l’Europa a raccolta contro la riscossa delle major digitali. Si tratta di Sandro Gozi che, intervenendo all’assemblea plenaria del parlamento europeo a Strasburgo, ha chiamato i deputati Ue a prendere coscienza di quanto sta avvenendo tra le due sponde dell’Atlantico: “X viola le nostre regole. Meta abbandona il fact-checking. Google finge di ignorare le nostre richieste di trasparenza per la pubblicità politica. Siamo in pieno Far West digitale. La Commissione europea deve agire, non domani ma subito, per garantire l’applicazione rigorosa del DSA senza ritardi né compromessi”, ha tuonato Gozi. Che ha proseguito: “Elon Musk è indiscutibilmente un genio industriale, ma oggi è anche molto di più: un finanziere, un politico, l’incarnazione del digitale e concentra un potere straordinario. Guidando X e diventando membro dell’amministrazione Trump, supera dei limiti: non i suoi, i nostri”. Non è una questione peregrina quella posta da Gozi: “Non è vero che la libertà di espressione è minacciata: la legge si che si applica a tutti, compreso Musk. Qui, in Europa, le nostre regole non sono un self-service per ambizioni personali o ideologiche”. La conclusione è al veleno: “La situazione su X è grave: contenuti illegali, manipolazioni algoritmiche, rischi sistemici. Non è quindi il momento di piegarsi o di agire in ordine sparso, ma di essere fermi e di avere coraggio, da europei”. La situazione, dunque, è potenzialmente esplosiva. Con la Casa Bianca che mai prima d’ora era stata così vicina agli interessi della Silicon Valley che, da parte sua e con una piroetta da far rimpiangere persino il trasformismo dei tempi antichi di Giolitti, vorrebbe fare a pezzi le regole Ue per ritornare a fatturare, dominare e gestire in regime oligopolistico lo spazio digitale.

Luca Esposito

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