Via libera alla digitalizzazione dei libri da parte di Google. Lo ha deciso un giudice del tribunale di New York. Respinte le richieste di Author’s Guild, l’organizzazione no profit che tutela gli interessi degli autori. Le azioni del colosso di Mountain View sarebbero consentite dal fair use (in italiano, “uso leale”), la clausola legislativa presente nel Copyright Act (la legge sul copyright a stelle e strisce) che stabilisce la lecita citazione non autorizzata o l’incorporazione di materiale protetto da copyright nell’opera di un altro autore, sia pure sotto alcune condizioni.
La controversia era nata in seguito ad un accordo tra Google e alcune università americane, tra cui la prestigiosa Cornell. Il patto consisteva in uno scambio di contenuti: a Google la possibilità di digitalizzare i volumi universitari, agli atenei le copie elettroniche dei libri.
La reazione degli autori non si è fatta attendere. E al centro del mirino si è ritrovato il gruppo HathiTrust, l’organizzazione cui è stato demandato il compito dell’archiviazione dei libri digitalizzati per conto della University of Michigan: 10 milioni di opere, il 73% delle quali protette da copyright. Secondo Author’s Guild, il sindacato degli autori americani, le copie digitali da riversare negli archivi di HathiTrust sarebbero state frutto di una operazione non autorizzata. Anche per quanto riguarda le opere orfane (queste ultime vengono tutelate dal diritto d’autore, anche se non si conoscono le generalità del titolare).
Il giudice di New York ha tuttavia respinto tali obiezioni, consentendo l’utilizzo dei volumi elettronici. La giustificazione normativa è da ricercare nel cosiddetto “fair use”, il principio che rende disponibili al pubblico le opere protette da copyright, a condizione che il loro utilizzo serva a promuovere il progresso della scienza e delle arti. Per determinare la sussistenza del “fair use”, occorre però verificare la natura delle opere protette e l’oggetto d’uso delle stesse. Sulla base di queste valutazioni, il giudice ha denotato che l’iniziativa di HathiTrust è perfettamente legale, dal momento che l’organizzazione offre l’accesso ai suoi servizi solo a determinate condizioni.
Anche l’Ada (Americans with Disabilities Act) ha inciso sulla decisione del tribunale. Si tratta di una legge a tutela dei diritti civili dei disabili, entrata in vigore nel 1990. E’ stato, infatti, acclarato che, nel rispetto dei contenuti di questa norma, la disponibilità delle opere elettroniche faciliterebbe la consultazione ai portatori di handicap.
La guerra legale tra Google e gli autori continua, ma il colosso di Mountain View ha vinto un’altra importante battaglia dopo l’accordo raggiunto sulla questione della digitalizzazione dei libri all’interno del Google Library Project, con l’Association of American Publishers (l’associazione degli editori). Accordo siglato dopo sette anni difficilissimi di citazioni in giudizio e accuse di violazioni di copyright.
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