Editoria

Gli italiani sempre più distanti dall’informazione: la fotografia Istat

Un calo lento e costante che ci porta, adesso, alla fotografia dell’Istat: l’Italia è un Paese senza (quasi) più lettori, disinteressato all’informazione. Tutta colpa di internet, certo. E qui si apre un mondo. Che, naturalmente, non è adeguatamente normato, dove le leggi le fanno i più forti e dove a tentare di raddrizzare le storture si finisce nel cono d’ombra dello shadow banning. Se a regnare è l’algoritmo, cala la voglia di informazione degli italiani. Che seguono sempre meno i media tradizionali. Il punto di partenza è negli anni ’90 del secolo scorso. Da lì in poi, è andato tutto a ramengo. “I primi anni Novanta rappresentano il momento di picco nella diffusione dei media tradizionali: quasi il 40% della popolazione ascoltava regolarmente la radio, e tra il 1965 e il 1994 i lettori di giornali erano cresciuti dal 31,6% fino al 64,6% delle persone di almeno 11 anni”, spiegano dall’Istat. La cui fotografia, oggi, appare del tutto diversa. Un declino totale e irreversibile dove a dominare è internet. E nessun altro. “I fruitori di queste fonti di informazione e intrattenimento calano costantemente: gli spettatori regolari della TV scendono sotto il 70%, quelli della radio sotto il 30% e i lettori dei quotidiani diminuiscono – in particolare nell’ultimo quindicennio – fino al 26% nel 2025; queste tendenze sono in gran parte associate all’emergere della dimensione digitale nell’intrattenimento e nell’informazione: tra il 2001 e il 2025 gli utenti regolari di Internet passano dal 20 a circa l’80% della popolazione di 6 anni e più”. La domanda che si pone è dunque sempre la stessa: che fare? La situazione di partenza è quella di un sostanziale oligopolio dominato da poche major che fanno il mercato. Sia in termini economici che in termini qualitativi. Gli algoritmi, in fondo, li decidono Google e Meta e qualche altro. Nessuno più. E adesso che sta per arrivare l’intelligenza artificiale la situazione rischia di complicarsi ancora di più per chi si ostina a voler fare informazione e a voler portare contenuti di qualità agli italiani.

Luca Esposito

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