GIORNALISTI PARTECIPANO ALLO SCIOPERO DI DOMANI DELLA REGIONE SARDEGNA

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”Lo sciopero generale unitario della Sardegna proclamato per domani da Cgil, Cisl e Uil, una bellissima novità per l’Italia, con la partecipazione di tante associazioni del lavoro e della società civile è di rilevante interesse nazionale per quanti sono impegnati a fronteggiare con tutte le loro forze la crisi e i suoi effetti sociali. Per questa ragione ha aderito pienamente l’Associazione sindacale dei giornalisti della Sardegna, con il pieno apprezzamento della Federazione Nazionale della Stampa Italiana che ritiene l’unità sindacale un valore assoluto, soprattutto in un tempo difficile come quello che viviamo, nel riconoscimento reciproco delle autonomie e delle idee animatrici di ciascuna organizzazione”. Lo afferma Franco Siddi, Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi).
”I giornalisti -aggiunge Siddi- sono solidali con i lavoratori e nello stesso tempo ne condividono la condizione specialmente per gli immensi problemi di un precariato diffuso, di una disoccupazione riemergente, di un’incertezza grave per il futuro di tutte le piccole e medie imprese della carta stampata e della televisione locale, a causa delle assenze della mano pubblica che si aggiunge all’impoverimento generale della popolazione. La Sardegna paga prezzi enormi ad una crisi che dura da anni, con migliaia di lavoratori fuori dall’attività per la chiusura delle imprese e ormai prossimi alla mobilità, cioè al licenziamento senza speranze di rimpiego”.
”La manifestazione di domani -conclude Siddi- rilancia una vertenza e richiama la necessità di un’attenzione rigorosa e puntuale anche dei mezzi di informazione a livello nazionale, specie se si ha consapevolezza dei significati della coesione sociale di un intero Paese, che non è tale se continua a isolare, confinandoli a un territorio delimitato, problemi e situazioni che non sono solo locali. Illuminare questa vertenza puntualmente è un dovere e non può essere un fastidio per chiunque abbia i mezzi e il potere per farlo”. (Asca)

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