Tornano in piazza, stamattina a Roma, i giornalisti: chiedono la pubblicazione delle tabelle dell’equo compenso. L’iniziativa è stata promossa dall’Ordine regionale dei giornalisti del Lazio. Una protesta, però, che vuole unire in nome della battaglia comune. Gli inviti, naturalmente, sono stati estesi a tutte le organizzazioni di categoria. Dai presidenti degli Ordini regionali, fino alla Federazione nazionale della stampa italiana, passando per il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e per l’associazione Stampa Romana. La protesta mira, inoltre, a ottenere udienza dai presidenti di Camera e Senato, rispettivamente Lorenzo Fontana e Ignazio Larussa. L’obiettivo è smuovere l’iter che si è incagliato al Ministero della Giustizia. E, difatti, proprio di fronte alla sede del dicastero ci sarà la protesta che inizierà nella mattinata di domani.
“Il contratto di categoria è fermo da 12 anni, tanto che la FNSI ha dovuto proclamare due giorni di sciopero, il 27 marzo e il 16 aprile, vista anche l’irremovibilità mostrata dalla Fieg ad andare incontro alle richieste della categoria; la riforma dell’Ordine è chiusa da varie legislature nei cassetti delle Commissioni parlamentari competenti; precarietà e mancate assunzioni continuano a rendere sempre più difficile il compito di informare. Un compito che le più alte cariche dello Stato continuano a definire “fondamentale per la tenuta della democrazia”, ha tuonato Guido D’Ubaldo, presidente dell’Odg Lazio. Che ha aggiunto: “Abbiamo deciso di far sentire forte e chiara la nostra voce di protesta e per questo chiediamo ai vertici del Parlamento di essere ascoltati. Se vogliamo salvaguardare la libertà di stampa e il diritto ad essere informati si deve agire. Ora”.
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