Ricordare l’esempio di chi ha pagato con la vita il desiderio di informare, di raccontare anche e soprattutto quello che è scomodo, quello che non si deve dire. Uomini e donne morti “sul campo”, quello dell’informazione. Uccisi perché scomodi, perché hanno saputo raccontare con immagini e parole quello che andava taciuto. E’ a loro che l’Unione nazionale cronisti italiani dedica il 3 maggio, Giornata della memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo. Un appuntamento itinerante che quest’anno, per la sesta edizione, fa tappa a Perugia.
L’iniziativa, realizzata con Associazione stampa umbra, Ordine dei giornalisti dell’Umbria e Libera Umbria, si svolge nella sala del consiglio della Provincia di Perugia, in piazza Italia, appunto il 3 maggio, in concomitanza con la “Giornata per la libertà dell’informazione decretata dall’Onu, a partire dalle 10.
All’iniziativa prenderanno parte Alberto Spampinato, direttore di “Ossigeno per l’informazione”, giornalista e fratello di Giovanni Spampinato, ucciso nel 1972, le giornaliste Marilù Mastrogiovanni ed Ester Castano, entrambe oggetto di minacce in seguito ai loro articoli su affari, politica e legami con la criminalità organizzata.
Interverranno, dopo il saluto del presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi, anche Guido Columba, presidente dell’Unione nazionale cronisti italiani; Marta Cicci, presidente dell’Associazione stampa umbra; Dante Ciliani, presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, Giulio Anselmi, presidente della Federazione italiana editori di giornali.
Le conclusioni della Giornata saranno affidate a Giancarlo Ghirra, segretario nazionale dell’Ordine dei giornalisti, e a Giovanni Rossi, presidente della Federazione nazionale stampa italiana.
All’iniziativa partecipano anche studenti del liceo scientifico Galileo Galilei di Perugia che hanno aderito al progetto “lotta per la legalità. Lotta alla criminalità organizzata”, promosso dal collettivo studentesco Nuntius.
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