Giornalista aggredita in Ucraina: “Su di me messa una taglia”

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Tetyana Chornovol
Tetyana Chornovol
Attivista mostra foto di Tetyana Chornovol

La polizia ucraina ha fermato tre persone sospettate del pestaggio ai danni della giornalista e attivista filo-europea Tetiana Chornovol. Come riporta la Bbc, finora l’unico identificato dei tre fermati, tutti accusati di gravi lesioni personali, è il 29enne Serhiy Kotenko, residente a Kiev.
La Chornovol, ricoverata in ospedale, ha raccontato di essere stata aggredita nella notte di Natale alla periferia di Kiev. La donna stava guidando, quando una jeep nera  ha speronato la sua auto. Dopo aver tentato di fuggire a piedi, la giornalista è stata raggiunta e picchiata brutalmente.
La sua aggressione ha provocato la reazione di centinaia di manifestanti che si sono radunati ieri davanti al ministero dell’Interno al centro di Kiev. Ma anche quella degli Usa dove l‘episodio è stato giudicato “particolarmente allarmante”. Gli Stati Uniti hanno espresso, infatti, “grave preoccupazione” per le violenze e le intimidazioni di cui sono oggetto gli attivisti che da settimane manifestano in piazza contro il governo. Da Washington, la portavoce del dipartimento di Stato americano, Jen Psaki, in un comunicato ha invitato Kiev “ad assicurare il rispetto dei diritti umani”, esortando “il governo a mandare un messaggio inequivocabile che la violenza contro i critici dell’esecutivo e coloro che lavorano per un’Ucraina moderna, democratica e prospera non saranno tollerati”.
Anche l’Ue sta “seguendo con preoccupazione la crescente pressione sugli attivisti della società civile, sui leader politici e sui giornalisti” in Ucraina, dove “l’attacco brutale” alla reporter Tetiana Chornovol è “sfortunamente solo l’ultimo di una serie di casi”. Così la delegazione europea a Kiev che prende “nota della pronta” reazione del presidente Yanukovich e auspica un “indagine completa” oltre che “indipendente e adeguata” sul caso.
Ma tornando ai tre fermati, i sospetti dovranno ora rispondere di gravi lesioni personali, un’accusa più grave della originale per teppismo. Dal canto suo, la Chornovol, in un’intervista girata dal letto di ospedale, ha ricostruito i fatti della notte dell’incidente, raccontando di come un Suv l’abbia costretta a fermarsi mentre si trovava fuori Kiev. Poi, “un uomo è uscito dall’auto e ha rotto il finestrino della mia macchina. Ho cominciato a correre, mi hanno preso e ho ricevuto un colpo in testa. A un certo punto, ho ripreso conoscenza mentre mi colpivano alla testa”. “E’ stata “messa una taglia sulla mia vita” ha aggiunto la giornalista parlando alla tv d’opposizione Kanal 5. L’aggressione? “non avrebbe assolutamente potuto essere un caso”.
Chornovol ha raccontato di essere stata seguita la sera dell’assalto da “una jeep di lusso nera” dopo aver passato la giornata a fotografare le proprietà del ministro degli Interni Vitali Zakharchenko e del procuratore generale Viktor Pshonka. Ed ha anche detto che l’aggressione potrebbe essere stata “una vendetta” per il danneggiamento di una vettura dei servizi speciali allo scopo di prelevare delle “registrazioni illegali”.
La giornalista, che ha pubblicato molte inchieste sulla residenza di Mezhgorye di Yanukovych “illecitamente privatizzata”, ha raccontato di aver scoperto di recente un’altra residenza del presidente.
L’aggressione della 34enne Chornovil, in prima linea anche nella protesta filoeuropea in ucraina, ha causato indignazione in patria e all’estero. L’opposizione ha indetto una nuova manifestazione per domenica, con una marcia verso la sorvegliatissima residenza di Mezhgorye, a una quindicina di chilometri da Kiev.
Nell’aggressione, alla Chornovol è stato rotto il naso, ha sofferto una commozione cerebrale e ha difficoltà ad aprire un occhio. Le foto del suo volto tumefatto sono state sventolate dagli attivisti che si sono radunati, in segno di protesta, sotto il ministero dell’Interno. Lo stesso giorno dell’aggressione della giornalista del sito Ukrainska Pravda, nella città orientale di Kharkiv è stato accoltellato alle cosce Dmytro Pylypets, attivista tra gli organizzatori delle manifestazioni anti-governative. Intanto, l’ex premier Yulia Timoshenko stamane si è nuovamente rifiutata di presentarsi in aula a Kharkiv nel corso del processo a suo carico per evasione fiscale. La Timoshenko è accusata di aver evaso milioni di dollari negli anni ’90 quando era alla guida di una delle principali aziende energetiche del Paese. Il dibattimento è stato rinviato più di dieci volte dall’aprile del 2012 a causa del suo rifiuto di presentarsi. L’ex premier ha fatto sapere che il suo medico tedesco le ha sconsigliato di partecipare. La pasionaria ucraina è stata per oltre un anno in ospedale a Khirkiv per un problema alla schiena. Il suo trasferimento in Germania per farsi curare era una delle condizioni chiave per l’ucraina per firmare l’accordo di associazione con l’Ue, respinto dal presidente Viktor Yanukovich. Una decisione che ha innescato le manifestazioni di protesta che da settimane bloccano il Paese.

 

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