Editoria

I vertici Gedi e i cdr sono stati convocati alla Camera

I vertici di Gedi sono stati convocati in audizione alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Se ne parla a gennaio. Quando, a Montecitorio, si potrà riprendere il lavoro “quotidiano” dopo aver licenziato la manovra e passato alcuni giorni di vacanza per il Capodanno. Ma in Commissione si tornerà a parlare di cose serissime. Come il passaggio di mano del gruppo editoriale che, dagli Elkann, viaggia verso il gruppo greco di Antenna.

Il presidente della settima commissione della Camera, Federico Mollicone, ha reso noto di aver “convocato” i vertici di Gedi. L’amministratore delegato, insieme ai consiglieri del gruppo, dovranno sfilare di fronte ai deputati e rispondere alle loro domande sul tema spinosissimo della cessione ai greci di Antenna. Ma della partita, come ha riferito lo stesso Mollicone dopo l’ufficio di presidenza, saranno pure i giornalisti. E difatti la convocazione è stata estesa anche agli esponenti dei comitati di redazione di Repubblica, La Stampa e di Radio Capital.

La situazione di Gedi è fin troppo nota. Gli Elkann, dopo aver letteralmente svuotato il voluminoso portafoglio del gruppo editoriale, hanno deciso di passare la mano cedendo tutto ciò che rimaneva dell’azienda. Gli interessati, che possono vantare un’esclusiva sulla cessione, sono gli ateniesi. Non Platone né Temistocle ma Kyriakou e il suo gruppo Antenna. Che, così, entrerebbe in Italia. E lo farebbe direttamente dalla porta principale. Non è un mistero che i greci tengano molto all’affare. E difatti si stanno sbracciando da tempo per rassicurare lavoratori, parti politiche e istituzionali della serietà dei loro progetti e della bontà delle loro intenzioni. Resta il nodo dell’editoria italiana. Ma a gennaio si ripartirà dalla Commissione Cultura della Camera dove si giocherà un nuovo capitolo della vicenda Gedi. Da cui, appunto, si ricaverà il futuro di una parte, non trascurabile, dell’editoria italiana. Mentre, per tutti gli altri giornali che nel corso del tempo sono stati venduti, chiusi e chissà cosa, purtroppo, non c’è stato lo stesso attivismo.

Luca Esposito

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