Editoria

Gedi passa nelle mani di Elkann, la posizione del cdr di Repubblica

Exor, la cassaforte degli Agnelli, acquisisce il pacchetto di controllo del gruppo Gedi. La notizia, anticipata da Dagospia una settimana fa, è diventata ufficiale in queste ore. Come riporta Primacomunicazione: “A comprare la quota di maggioranza è Exor, la società di investimenti presieduta da John Elkann, già socio di Gedi con il 5,9% ma anche azionista di Fca, che al momento è impegnata nella fusione con il colosso automobilistico francese Psa. Dopo un consiglio d’amministrazione fiume e la rifinitura degli ultimi dettagli da parte degli avvocati, ieri in tarda serata è stato concluso l’accordo che prevede la vendita del 43,7% di Gedi al prezzo di 0,46 per azione, con un premio rispetto al prezzo di 0,28 euro di venerdì in Borsa”. E quindi: “L’accordo siglato tra la holding della famiglia De Benedetti e Exor prevede un’articolata operazione finanziaria che si svilupperà in più tempi. Cir trasferirà la quota del 43,7% di Gedi entro il primo quadrimestre del 2020, cioè dopo che sarà arrivato il via libera della Commissione europea e dell’Agcom”.

Intanto i giornalisti di Repubblica stanno alla finestra e già annunciano di non voler fare sconti a nessuno, nel caso in cui dovesse iniziare a parlarsi di cambi nella linea editoriale oppure di ridimensionamenti. In una nota, il comitato di redazione del quotidiano fa sapere che: “I giornalisti di Repubblica si impegnano a difendere i valori, la storia e l’identità del giornale, sia durante sia dopo il perfezionamento del nuovo assetto proprietario. Accolgono e sostengono la volontà espressa dal direttore, Carlo Verdelli, di farsi garante di questi valori insieme alla redazione. Inoltre, ribadiscono sin d’ora che riterranno irricevibile qualsiasi ulteriore intervento sul costo del lavoro e sui livelli occupazionali, così come eventuali modifiche al perimetro di Repubblica”.

Ivan Zambardino

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