Categories: Editoria

Gedi, Barachini e la postura del governo sulla vendita a Kyriacou

Sulla vicenda Gedi il governo, con il sottosegretario Alberto Barachini, assicura vigilanza affinché “vengano interamente rispettate le garanzie legali e le prescrizioni di legge per il trasferimento di proprietà e di testate”. La questione è arrivata, ieri, in Parlamento. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria ha parlato durante l’audizione in Commissione Cultura. E ha spiegato quale sarà l’approccio del governo sulla trattativa per la cessione di Gedi. Palazzo Chigi ritiene di dover applicare rigore e attenzione perché siano rispettate le normative legate al trasferimento di proprietà di aziende, anzi di asset come nel caso dei giornali coinvolti nella questione. Le parole di Barachini sono nette: “Noi vigileremo affinché vengano interamente rispettate le garanzie legali e le prescrizioni di legge per il trasferimento di proprietà e di testate”. E ancora: “La ferma volontà” del governo sulla cessione di Gedi, sarà quella “di tutelare i livelli di occupazione con tutti gli strumenti: il governo è in una fase di vigilanza e ascolto”. Confermato, inoltre, l’obiettivo di coltivare il dialogo e il confronto con il comitato di redazione che “sarà costante”. Ma nessuna fuga in avanti. Barachini ha riaffermato la volontà del governo di trattare la questione Gedi solo nel solco delle “notizie ufficiali”. E ciò perché, ha detto il sottosegretario, “non possiamo sollecitare incontri o confronti perché è una situazione delicata che va seguita con sobrietà comunicativa”.

Qualche novità però Barachini l’ha pur snocciolata in merito alla trattativa. Secondo il sottosegretario, il presidente del gruppo Antenna “Kyriakou ha espressamente manifestato l’interesse a rilevare l’intero gruppo editoriale Gedi, compresa La Stampa, lasciando però intendere che nel caso su questa testata vi fossero manifestazioni di interesse sarebbero prese in seria considerazione”. E dunque: “Durante il colloquio ho posto subito l’accento sulle questioni fondamentali per il governo: tutela dei livelli occupazionali e indipendenza editoriale. D’altra parte il presidente di Antenna Group ha sottolineato la strategicità del suo possibile impegno imprenditoriale in Italia con l’obiettivo di sviluppare le potenzialità internazionali del suo gruppo, attivo da anni con continuità nel mondo editoriale, evidenziando da parte sua in particolare una forte attenzione all’indipendenza delle testate e al pluralismo informativo”.

Luca Esposito

Recent Posts

Come funziona una cooperativa giornalistica: soci, dipendenti, mutualità e governance

Dopo aver chiarito il ruolo della cooperativa giornalistica nel sistema dell’editoria, proseguiamo la nostra guida…

12 ore ago

Ladisa punta su Telenorba: la storica tv del Sud verso un nuovo assetto proprietario

Una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni nel panorama dell'editoria e dell'informazione del Mezzogiorno…

2 giorni ago

Piccoli editori, al via i voucher del Ministero della Cultura: un aiuto per innovazione e crescita

In un mercato editoriale sempre più competitivo e segnato dalla trasformazione digitale, arriva un nuovo…

2 giorni ago

Quando Google entra nel processo fiscale: le prove digitali cambiano i controlli del Fisco

Fino a pochi anni fa, un controllo fiscale si basava quasi esclusivamente su documenti contabili,…

3 giorni ago

Amadeus pronto a lasciare Nove, tornerà in Rai?

Amadeus pronto a tornare alla Rai? Non è mica un mistero che la sua avventura…

3 giorni ago

In Abruzzo esplode il caso degli abusivi (online) dell’informazione

Giornalisti no, abusivi sì e senza tesserino: esplode il caso in Abruzzo. Dove il sindacato…

3 giorni ago