Il garante per la privacy tira le orecchie ai giornali che hanno pubblicato le intercettazioni del colloquio avvenuto in carcere tra Filippo Turetta e suo padre Nicola. Il giovane è accusato dell’omicidio di Giulia Cecchettin, l’ex fidanzata. Un delitto mostruoso che ha sconvolto e indignato tutto il Paese. Nelle ultime settimane le cronache giudiziarie, in attesa dell’evoluzione del procedimento, s’erano arricchite di un caso che aveva fatto molto discutere. Appunto, quello legato alle parole intercorse tra il padre e il figlio. Per il garante della privacy, il dialogo tra i due Turetta non andava pubblicato: “La pubblicazione di conversazioni private, intercorse in un contesto di particolare delicatezza, quali i colloqui in carcere tra detenuti e parenti, viola la normativa privacy e le regole deontologiche dei giornalisti”, ha tuonato l’autorità. Che ha aggiunto di aver aperto alcune istruttorie nei confronti di “varie testate” richiamando, contestualmente, “gli organi di stampa e i social media” a un “rigoroso rispetto del principio di essenzialità dell’informazione e della dignità delle persone coinvolte in fatti di cronaca”.
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