A nove giorni dalla scadenza della pausa che si era dato il ministro dello Sviluppo Economico per decidere sul futuro del beauty contest, oggi è arrivato l’atteso annuncio: «Il beauty contest verrà azzerato». Nessuna frequenza in regalo per le televisioni, quindi, Mediaset e gli altri network non avranno gratis nuovi canali di trasmissione. Verrà indetta una vendita pubblica. «La prossima asta», ha spiegato Passera «sarà fatta di pacchetti di frequenze con durate verosimilmente diverse».
Un’ipotesi è che la banda larga 700 (2 o 3 multiplex dei 6 totali in palio) venga aggiudicata per un periodo di 3 anni, da qui al 2015. Per quella data, infatti, una commissione dell’Onu ha previsto lo spostamento di reti dalle tivù all’accesso a Internet.
Ed è proprio la banda 700, una rete superveloce, il bene più prezioso del lotto visto che fa gola agli operatori del web. Il resto dei canali più strettamente televisivi può invece essere assegnato per un periodo più lungo.
La scelta del governo deve ora passare al vaglio della commissione europea che ha più volte ribadito che occorre una procedura in grado di creare concorrenza, facendo entrare nuovi operatori e ampliando così la piattaforma del digitale. Successivamente sarà compito dell’Agcom stabilire tempi e modalità dell’asta. Già domani potrebbero arrivare risposte importanti.
Il bollettino di Mediobanca di febbraio ha calcolato in 1-1,2 miliardi il possibile incasso dello Stato dall’asta delle frequenze tivù. Non siamo ai livelli del 4 G, costato circa 370 milioni a multiplex (erano 9) ma sarebbe comunque un succulento introito per le casse dello Stato.
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