Il Segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi, ha dichiarato: “La legge sulle intercettazioni rimane estremamente problematica, illogica e sbagliata; nonostante tutti i tentativi di renderla “potabile”. “Far diventare i padroni dei giornali proprietari dell’informazione, attraverso lo strumento di multe, ancorché ridotte rispetto a quelle iniziali, significa capovolgere i pilastri della libertà dell’informazione e violare due leggi dello Stato quella sulla stampa n. 47 del 1948, con cui la Costituente interpreta direttamente la Carta Costituzionale; e quella n. 69 del 1963 che istituisce l’ordinamento della professione giornalistica e pone in capo ai giornalisti l’obbligo di fornire al pubblico un’informazione rispettosa della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri della lealtà e della buona fede”.
“Nessuno chiede l’arbitrio per violare la dignità delle persone ma i fatti e gli atti delle indagini, specie quanto non più segreti devono essere pubblici e pubblicabili, anche perché la giustizia è – per Costituzione – amministrata in nome del popolo ed a garanzia dei suoi diritti e non di pochi eletti. Udienza filtro perché siano stralciati in origine atti estranei o dedicati ad aspetti meritevoli di tutela assoluta per la dignità professionale e il Giurì per la Lealtà dell’Informazione restano inascoltate proposte. La nostra linea non cambia e si rafforza: dalla disobbedienza civile, alla denuncia, al ricorso alla corte Europea per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo e alla lotta degli abusi e delle prepotenze”.
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