La campagna elettorale francese ha coinvolto anche i direttori dei maggiori giornali. Il direttore di Liberation, Nicolas Demorand si prepara a disobbedire alla legge sul silenzio elettorale e a pubblicare le proiezioni del voto di domenica sin dalle 18:30. Lo attende una multa di 75.000 euro. Per il «disobbediente» Demorand, si tratta di un «problema democratico vero». Con Twitter e Facebook sembra impossibile che il nome del futuro inquilino dell’Eliseo non circoli già sui social network nel tardo pomeriggio, prima che il risultato diventi ufficiale. La tentazione di dare la notizia sul sito prima esiste. Ma Liberation lo farà solo se «le fonti sono affidabili. Se dovremmo fare da apripista – assicura il direttore del giornale notoriamente di sinistra – lo faremo».
Qualche grana potrebbe averla anche il direttore del Figaro Etienne Mougeotte che ha scelto da mesi una politica editoriale apertamente in favore della candidatura del presidente Sarkozy. Una vittoria socialista, data per certa dai sondaggi, potrebbe costargli la poltrona. Sul sito electronlibre.fr si legge infatti che «alcuni emissari di Hollande» avrebbero incontrato Serge Dassault, proprietario del Figaro, per fargli sapere che la partenza di Mougeotte «permetterebbe buone relazioni con l’Eliseo in caso di vittoria del Ps». L’Ump ha denunciato «i metodi stalinisti» di Hollande, il quale ha assicurato che nè lui nè il suo entourage tenterà mai di influenzare la linea direttiva di un giornale.
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