Editoria

Forbes France chiude dopo il caso delle copertine vendute

La rivista Forbes France cesserà ufficialmente le pubblicazioni dopo la decisione del gruppo americano Forbes di non rinnovare la licenza concessa nel 2016 al partner francese 360 Business Media. Una scelta che arriva in seguito a uno scandalo legato alla vendita di copertine e contenuti sponsorizzati, episodio che ha sollevato interrogativi sull’integrità editoriale dell’edizione francese.

Alla base della rottura vi sarebbe la commercializzazione di alcune prime pagine a pagamento, pratica che ha reso meno chiari i confini tra informazione e pubblicità. Forbes, marchio globale che fonda il proprio valore sulla credibilità nel mondo business e finanziario, avrebbe ritenuto incompatibile tale condotta con i propri standard etici.

Il caso è emerso pubblicamente il 18 gennaio 2025 grazie a un’inchiesta della rivista Marianne. Secondo quanto rivelato, l’influencer Magali Berdah avrebbe pagato una somma considerevole per apparire sulla copertina di un’edizione limitata. Parallelamente, la società CashAngel avrebbe beneficiato di un articolo a pagamento prima di essere successivamente perseguita per frode e abuso di fiducia. Le rivelazioni hanno acceso un dibattito più ampio sulla trasparenza nel giornalismo economico e sull’uso dei contenuti sponsorizzati.

Il gruppo 360 Business Media, che deteneva la licenza francese di Forbes, ha motivato la fine del contratto con “ragioni strategiche”, secondo quanto riportato da La Lettre. Tuttavia, fonti vicine al dossier indicano che la decisione della casa madre americana sarebbe chiaramente legata a preoccupazioni di natura etica e reputazionale.

Per Forbes si apre ora una fase di transizione. Il gruppo statunitense ha annunciato di essere in trattative con altri operatori mediatici francesi per l’assegnazione di una nuova licenza, segnale della volontà di mantenere una presenza nel mercato francese, uno dei più rilevanti in Europa per l’informazione economica.

Quanto a 360 Business Media, l’editore ha dichiarato l’intenzione di concentrarsi sul lancio dell’edizione francese di Time, il cui primo numero trimestrale è previsto per aprile 2026. Una mossa che punta a rilanciare il posizionamento del gruppo nel segmento dell’informazione internazionale, ma che dovrà inevitabilmente fare i conti con l’ombra della vicenda Forbes.

Il caso rappresenta un monito per l’intero settore dei media: nell’era della monetizzazione aggressiva e dei contenuti branded, la distinzione tra informazione e pubblicità resta un elemento centrale per la fiducia dei lettori e per la sostenibilità a lungo termine di un marchio editoriale.

Ivan Zambardino

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