Continua il braccio di ferro tra i giornalisti e la magistratura sul caso del processo Rinascita Scott che si celebra senza telecamere in Calabria. Uno dei più grandi processi degli ultimi anni contro la ‘ndrangheta rischia di restare senza alcuna documentazione video. I giudici, infatti, sembrano fermi nella decisione di negare i filmati dall’aula.
Fnsi e Usigrai, insieme ai colleghi della federazione europea dei giornalisti protestano e tornano a chiedere di aprire le porte del tribunale alle videocamere: “Negare la registrazione video e audio vuol dire negare un pilastro del racconto. E vuol dire anche impedire di costruire la memoria di un fatto storico per l’Italia, e per l’Europa”.
E ancora: “È quanto sta avvenendo al maxi processo alla ‘ndrangheta “Rinascita Scott”: oltre 300 imputati e più di 400 capi di imputazione. Questo processo non riguarda solo l’Italia, ma tutta l’Europa, viste anche le infiltrazioni in altri Paesi. Anche per questi motivi, il processo ha attirato l’attenzione di giornalisti europei”.
Ma non basta: “Nei fatti, la decisione di impedire la ripresa delle udienze limita fortemente il diritto di cronaca. La Federazione europea dei giornalisti, la Federazione nazionale della stampa italiana e l’Usigrai chiedono che il divieto venga cancellato e si consenta ai giornalisti di fare il loro lavoro pienamente e senza limitazioni, nell’interesse dei cittadini europei a essere informati”.
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