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Fnsi su Sky: “No taglio stipendi per assunzioni”

Il dipartimento sindacale della Fnsi (Fabio Azzolini, Camillo Galba, Leila Manunza, Carlo Parisi, Paolo Perucchini, Luigi Ronsisvalle e Daniela Stigliano) dice “no” al taglio della busta paga per i giornalisti Sky, in cambio di nuove assunzioni.
“Gli annunciati interventi del governo in favore della stabilizzazione dei precari – si legge nella nota diramata – aprono immediate e interessanti ipotesi di accordo tra aziende e sindacati, nell’ottica di un significativo incremento occupazionale che procede di pari passo con l’obiettivo di contenere il costo del lavoro, come sostenuto dal segretario generale Fnsi, Franco Siddi, in una recente lettera al Cdr di Sky Tg24″. “Questo nuovo scenario – prosegue il dipartimento della Federazione nazionale della Stampa – supera tutte le ipotesi di intese aziendali che, come nel caso di Sky, prevedono il ricorso al taglio delle buste paga in favore di una nuova eventuale occupazione. I principi di riferimento dell’azione sindacale della Fnsi non hanno mai previsto, al di fuori di comprovati stati di crisi aziendale, la possibilità di intervenire con tagli sulla busta paga o sugli istituti contrattuali, se non con l’accordo esplicito e personale dei singoli colleghi, che, in ogni caso, non sono in alcun modo impegnati da un’intesa raggiunta dal Cdr con l’azienda, anche quando questa fosse approvata a maggioranza dall’assemblea dei 
giornalisti”.
“La flessibilità in entrata – sostiene il dipartimento dell’Fnsi – ha già permesso a un’azienda importante come Sky di abbassare in modo significativo negli ultimi cinque anni il costo del lavoro, riuscendo al contempo a realizzare in modo virtuoso e significativo l’incremento dell’occupazione nelle redazioni. E’ dunque nel pieno rispetto del Cnlg e dei diritti acquisiti dei singoli, mai delegabili a terzi, che vanno inseriti gli auspicabili incrementi degli organici redazionali per i quali la Fnsi si è finora impegnata con una politica di condivisione che ha portato alla firma di intese ancora oggi valide, e con piani di sviluppo occupazionale e stabilizzazioni che l’azienda non ha ancora ultimato”. 

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