La notizia che il Ministero dell’Economia si appresterebbe a trovare le modalità per salvare dai tagli dei contributi pubblici i giornali storici può sanare alcune ingiustizie che si delineano con il cambio di regime e il blocco del contributo soggettivo dal 2010 introdotto dal maxi emendamento alla Finanziaria votato dalla Commissione Bilancio della Camera. È quanto si legge in una nota diffusa dal sindacato dei giornalisti (Fnsi). Nello stesso tempo però – continua la nota – si aprirebbe la strada ad altre incertezze e possibili ingiustizie: chi e con quale criterio decide l’elenco dei giornali buoni e dei cattivi?
La Giunta della Fnsi ha riconfermato la propria preoccupazione per la cancellazione dei contributi ai giornali in cooperativa e di idee e ha ribadito l’esigenza di affrontare in maniera sistematica, chiara e trasparente la necessaria riforma.
Verifiche importanti vanno fatte affinché i contributi siano effettivamente destinati ai giornali di idee e delle autentiche cooperative di giornalisti, disboscando l’area delle realtà con alle spalle imprenditori politicamente influenti, che per la loro attività editoriale ricorrono a formule di cooperative miste o mascherate. Ma questo percorso va fatto attraverso regole organiche e misure precise che assumano come parametro, su tutti, la reale consistenza e regolarità dell’occupazione giornalistica professionale, il concreto impegno di rischio industriale assunto, la manifesta circolazione delle testate.
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