Editoria

Fnsi richiama la Fieg: “Più fondi sì, ma per la buona informazione”

La Fieg chiede più soldi, la Fnsi pure. Gli editori hanno chiesto più fondi al governo, il sindacato dei giornalisti domanda di aumentare gli emolumenti ai giornalisti. Sullo sfondo c’è la questione irrisolta del contratto nazionale. Scaduto, da ormai dieci anni, e su cui nessuno sembra avere intenzione di fare un passo avanti. La Fnsi non demorde dalle sue richieste e inchioda la Fieg alle sue responsabilità. “Agli editori, che nella loro prospettiva non hanno dedicato neppure una riga ai giornalisti che fino a prova contraria sono il core business dei loro media, la Federazione nazionale della stampa ricorda che gli aiuti servono certo e servono anche in misura maggiore, ma non soltanto a mandare in prepensionamento i colleghi”, ecco. Ma non è tutto: “Al contrario i fondi devono essere subordinati anche al rispetto e al rinnovo dei contratti. Tutti. Sono almeno quindici anni che gli editori hanno diminuito il costo del lavoro con lo svuotamento delle redazioni e applicando forfettizzazioni selvagge. Fnsi vuole aiuti per la qualità dell’informazione, bene primario della democrazia, e non solo per gonfiare utili”.

La conclusione dell’appello Fnsi è netta: “Quella qualità dell’informazione di cui alla Fieg, evidentemente, poco importa essendosi anche rifiutata di regolamentare l’uso dell’AI nelle proprie aziende – conclude Fnsi -. Tutti temi che non hanno ricevuto una sola risposta costruttiva al tavolo aperto da quasi tre anni per un contratto scaduto nel 2016”.

Luca Esposito

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