Editoria

Fnsi e Stampa Romana: “Trovare altre risorse per Radio Radicale”

Fnsi e Stampa Romana accorrono in soccorso di Radio Radicale e attaccano il governo per la scelta di dimezzare i fondi a disposizione per la convezione istituzionale. Si è passati da otto a quattro milioni di euro e per l’emittente potrebbe rappresentare un gradiente pericoloso, un momento decisivo verso un ridimensionamento. Si è ventilata, apertamente e senza infingimenti, l’ipotesi addirittura di un rischio chiusura. La nota di Fnsi e Stampa Romana parte da un punto: “Pur registrando la reintroduzione del finanziamento per Radio Radicale”, non si può “fare a meno di sottolineare come di fatto il suo dimezzamento metta a rischio la sopravvivenza stessa dell’emittente”. Alessandra Costante, segretaria generale Fnsi e Stefano Ferrante, segretario di Asr hanno proseguito affermando: “Radio Radicale svolge una funzione unica nel panorama editoriale italiano, trasmettendo in diretta sedute parlamentari e delle Commissioni. Opera che non ha prezzo per la democrazia. Proprio per l’importanza di Radio Radicale nella formazione dell’opinione pubblica, ci auguriamo che il governo possa trovare ancora le risorse necessarie per evitare la crisi irreversibile della radio”.

Tutto rientra nel decreto Milleproroghe. Dove è stato reintrodotto, anche grazie all’impegno bipartisan dei gruppi parlamentari, il finanziamento per l’emittente. Ma è stato sostanzialmente dimezzato. Inserendo, peraltro, una clausola per cui sia la Camera che il Senato potranno iniziare a guardarsi intorno, valutando la possibilità di stipulare accordi con il soggetto emittente per lo svolgimento del servizio.

La vicenda dunque è aperta. L’obiettivo, adesso, è tentare di cambiare le carte e di garantire a Radio Radicale le entrate necessarie alla sua sopravvivenza.

Luca Esposito

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