Paolo Corsini, presidente di Lettera22, l’Associazione di giornalisti e operatori della comunicazione, fa sapere che la Federazione nazionale della stampa italiana ha appoggiato l’Ordine dei giornalisti nella emanazione di un documento che indica le esatte denominazioni da usare ogni qualvolta i giornalisti trattino temi quali immigrazione e clandestinità, specificando i casi nei quali ciascuna di esse è più appropriata. Tra le perle di questo prontuario politically correct vi è la rigorosa distinzione tra “richiedente asilo”, “rifugiato”, “beneficiario di protezione umanitaria”, “vittima della tratta”, “migrante”, “immigrato” e “migrante irregolare”: perifrasi, quest’ultima, che sostituisce il comune ed, evidentemente, indelicato “clandestino”, per il quale si suggerisce anche, nei casi di persona che sia rimasta sul territorio “dopo la scadenza del visto d’ingresso”, la dicitura di “overstayer”.
Fabiana Cammarano
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