“Tendenza pericolosa, destabilizzante, inconcepibile. La nuova iniziativa legale di Berlusconi contro un nuovo giornale, oggi l’Unità, equivale al tentativo di far chiudere una testata di opposizione. Considerare due numeri del giornale sostanzialmente diffamatori in tutti i suoi servizi e chiedere, di conseguenza, risarcimenti milionari ad editori e giornalisti, è come tentare di far morire per fame il proprio competitore o il proprio avversario”. Lo sostiene, in una nota, la Federazione nazionale della stampa italiana.
“Il Presidente del Consiglio – prosegue il testo – è libero di affermare e difendere le proprie posizioni, ma la linea che ha scelto contro i giornali a lui critici, e anche contro coloro che svolgono qualche osservazione critica o fanno domande a lui non gradite, non ha precedenti in nessun contesto di democrazia piena e liberale. Il messaggio delle azioni legali in sede civile contro l’Unità, e sul piano diretto contro cinque giornaliste della testata, ha i caratteri dell’allarme assoluto. Anche perché coniugato con azioni civili annunciate o promosse non solo contro altri giornali in Italia ma anche in Europa”.
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