Alessandra Costante
La Fnsi bacchetta Meloni: preferisce fare propaganda e perciò non ama i giornalisti. Il sindacato non ha lasciato passare troppo tempo. E ha commentato con vigore la battuta (a dir poco infelice) pronunciata dalla premier a Washington al tavolo dei leader occidentali. Dove lei ha ammesso di non voler mai parlare coi giornalisti italiani. Figurarsi, dunque, con quelli esteri. “Che la presidente del Consiglio non ami i giornalisti e le domande della stampa è cosa nota”, ha commentato osserva Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi: “Negli anni ha sostituito le conferenze stampa (tranne quella di fine anno) con lunghi monologhi online, senza contraddittorio, senza domande. Propaganda, non informazione. Una situazione di mancanza di rispetto nei confronti della stampa che ha avuto la sua conferma nel vertice con il presidente Trump”.
La questione è a dir poco delicata. Così come lo è il rapporto tra la stampa e i giornalisti. Non è (solo) una questione tra Meloni e Fnsi. Ma è un rapporto più complesso che si sta andando deteriorando. Nel corso degli anni, non è un mistero, sembra essere in atto una sorta di smantellamento delle garanzie concesse ai giornalisti. A cui si unisce la “trasformazione” di un lavoro che una volta era bramato e desiderato e che adesso è divenuto da “sfigati” nell’opinione pubblica. Quella stessa opinione pubblica che per anni si è abbeverata al populismo contro i giornali senza sapere di lavorare, al solito, per il re di Prussia e contro i suoi stessi interessi. L’incidente di Washington ci ripete che alla politica non piace il giornalismo. Ma che senza informazione non c’è democrazia.
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