File e Aci: “Coop e piccoli editori esclusi, falsa partenza degli Stati Generali dell’Editoria”

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02/05/2013 Roma. Convegno di Left, per discutere di sinistra. Vito Crimi M5S

Scoppia la polemica sugli Stati generali dell’Editoria indetti dal governo che preferisce parlare con i giganti del settore e del web e snobba i piccoli editori e le cooperative di giornalisti che ogni giorno, con tanti sacrifici, assicurano il diritto all’informazione a milioni di cittadini italiani.

Insorgono la File e l’Aci che esprimono in una nota il loro disappunto. Eccola di seguito.

Falsa partenza per gli Stati Generali dell’Editoria: Il Governo esclude dalla discussione del 25 marzo le cooperative di giornalisti e gli editori puri. Protestano Alleanza delle cooperative italiane e Federazione italiana liberi editori: un dibattito che era stato annunciato come aperto e rivolto alla soluzione dei problemi rischia di essere già orientato verso gli interessi dei giganti del web e delle grandi concentrazioni editoriali.

Alleanza cooperative e File esprimono stupore e rammarico di fronte al mancato diretto coinvolgimento degli editori puri, cooperative di giornalisti e altre realtà non profit, relegati al ruolo di spettatori nella discussione che lunedì 25 marzo aprirà gli Stati Generali dell’Editoria.

Ci auguriamo che si tratti di una svista e non di una scelta consapevole da parte del Sottosegretario con delega all’Editoria Vito Crimi e del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a cui ci rivolgiamo per chiedere di sanare questo vulnus istituzionale nel più breve tempo possibile.

Le associazioni di riferimento delle cooperative di giornalisti e degli editori puri rappresentano centinaia di realtà che sono impegnate a garantire i valori del pluralismo nei territori, investendo nel prodotto, nell’informazione di qualità e nell’approfondimento, sia nelle forme tradizionali che online, nel massimo rispetto dei contratti di lavoro e della legalità.

Escludere dal dibattito un pezzo fondamentale del sistema dell’informazione italiano sembra già voler orientare l’impiego del Fondo per il pluralismo e per l’innovazione dell’informazione a favore dei grandi editori e delle multinazionali del web. Un dialogo che era stato invece annunciato come aperto e rivolto alla soluzione dei numerosi problemi del settore dell’informazione.

Di fronte a un mercato sempre più in crisi e sempre più dominato da processi di concentrazione azionaria e tecnologica, le cooperative di giornalisti e gli enti no profit, le radio e le tv locali, rappresentano nei territori e negli ambiti di riferimento un fondamentale presidio di libertà e pluralismo dell’informazione, costituendo nei fatti, e il più delle volte, l’unica alternativa a situazioni di monopolio informativo.

Per questo motivo, tra l’altro, la recente riforma del sistema editoriale le aveva riconfermate e poste con maggior vigore al centro del sistema di sostegno pubblico all’informazione. Come ha ricordato in più occasioni il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, infatti, la Costituzione non si limita a stabilire principi e valori, ma chiede allo Stato di farsi parte attiva per il loro raggiungimento. Così è anche per la libertà di informazione e di espressione.

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