Le edicole spariscono? Gli editori vogliono i distributori automatici di giornali. La Fieg ritorna su una sua proposta storica e stavolta i destinatari sono i presidenti delle Regioni. Uno strumento che, almeno in premessa, non esclude l’altro dal momento che lo stesso Riffeser Monti chiede “la promozione di iniziative volte a garantire la capillarità della rete di vendita della stampa”. Riferendosi “all’attivazione di nuove edicole, di punti vendita aggiuntivi, di distributori automatici in aree non coperte dall’attuale rete, alla sensibilizzazione delle amministrazioni per la concessione alle edicole di condizioni di favore in materia di tassazione locale ed al riconoscimento di forme di sostegno alle imprese di distribuzione per la consegna dei giornali”. Ma gli editori, da soli, dicono di non farcela. “Purtroppo per le difficoltà economiche che attraversano le imprese editoriali, lo sforzo dei soli editori non appare – come numero di distributori automatici installato – adeguato alla radicalità della crisi”, ha affermato nel suo appello il presidente Fieg. Che ha chiesto pertanto alle Regioni di mobilitarsi perché “si facciano parte attiva nel promuovere e sostenere l’installazione e la gestione di distributori automatici di giornali utilizzando gli strumenti che ha a disposizione con la finalità di garantire ai propri cittadini l’accesso all’informazione cartacea”.
Sullo sfondo della proposta c’è la crisi delle edicole che è la cartina al tornasole della crisi dell’editoria stessa. Un settore che ha bisogno di rinnovarsi ma che, forse, adesso ha finalmente compreso come il digitale non sia né possa essere, così com’è e cioè dominato da poche aziende gigantesche che cannibalizzano la gran parte dei profitti lasciando agli operatori poco più che le briciole, la soluzione a ogni male.
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