Editoria

Fieg, privacy e dazi: gli editori chiedono coraggio a Bruxelles

Il nuovo nodo per gli editori diventa la privacy. O meglio, la gestione dei dati. E arriva proprio mentre la tensione tra Ue e Stati Uniti è salita alle stelle e si pensa a Bruxelles di iniziare a stangare Big Tech in ritorsione ai dazi presentati da Washington. La questione sollevata dalla Federazione italiana degli editori di giornali non è per nulla banale. È il tema dei temi, la gestione dei dati degli utenti digitali che finiscono direttamente nei server americani, stoccati e utilizzati alla bisogna e senza nemmeno le garanzie previste dalla normativa europea. Tema che si allaccia all’altra questione, gigantesca, di questi mesi ossia l’addestramento dell’intelligenza artificiale. Che viene compiuto, appunto, sull’analisi, l’elaborazione e l’acquisizione di milioni e milioni di dati su tutto il “planisferio” digitale. Sì, ma con quali regole?

Ecco, questo è ciò che si chiedono gli editori. E, in particolare Andrea Riffeser Monti, presidente Fieg, che in una nota afferma: “Per garantire la parità di trattamento fra le imprese e per scongiurare il rischio di violazione della privacy e dei diritti fondamentali dei cittadini europei sono necessarie regole certe sul trasferimento e sull’utilizzo dei dati personali dall’Europa agli Stati Uniti, di recente oggetto anche di sfruttamento per l’addestramento dell’intelligenza artificiale”. Non è tutto, perché per Riffeser: “Il trasferimento di dati personali raccolti dai siti tra giurisdizioni con normative di tutela della privacy e di protezione dei dati molto differenti – come l’Europa e gli Stati Uniti – solleva preoccupanti interrogativi. L’Unione Europea – sottolinea il Presidente della Fieg – ha leggi tra le più severe al mondo per la protezione dei dati personali, come il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), che stabiliscono requisiti rigorosi per l’utilizzo, il trattamento e la conservazione dei dati personali. Gli Stati Uniti, invece, non possiedono un quadro giuridico altrettanto accurato”. È questa la vicenda su cui Bruxelles e Washington si dividono e sui cui “lucrano” politicamente (ma soprattutto economicamente) i giganti del web: “L’avvio di un serrato confronto nell’ambito del mutato quadro dei rapporti tra Europa e Usa può costituire l’occasione, ad esempio, per rafforzare la decisione di adeguatezza della Commissione europea del 10 luglio 2023 sul trasferimento dei dati personali dall’Europa agli Stati Uniti, alla luce della concreta possibilità che i dati personali di cittadini ed imprese Ue possano essere, una volta trasferiti su server in territorio USA, commercializzati ed utilizzati, da ultimo anche per l’addestramento dell’intelligenza artificiale, senza che l’interessato ne abbia cognizione e possa far valere i propri diritti”. In conclusione, Riffeser spiega inoltre che la contingenza attuale “potrebbe anche essere l’occasione per eliminare l’attuale disparità di trattamento fiscale delle imprese nazionali nei confronti dei soggetti globali operanti nel web, riducendo lo strapotere degli over the top che, senza avere a proprio carico né i costi di produzione dei contenuti né quelli della trasmissione e della gestione della rete, raccolgono oltre il 50% della raccolta pubblicitaria mondiale”.

Luca Esposito

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