Ieri il debutto in edicola di Domani, la nuova creatura editoriale fortemente voluta da Carlo De Benedetti dopo la fuoriuscita – con polemica – dei figli dal capitale sociale della Gedi. Il primo editoriale del direttore Stefano Feltri traccia la rotta che seguirà il quotidiano. Ed è un punto di interesse il fatto che, a sfidare luoghi comuni e velleità di essere al di sopra delle parti, Domani metta subito in chiaro le sue posizioni e le ragioni del suo impegno “militante”.
Feltri scrive: “I giornali imparziali non esistono, quelli onesti dichiarano le proprie preferenze. Domani difenderà le ragioni della democrazia liberale, nella quale decide la maggioranza ma nel rispetto dei diritti di tutte le minoranze”. E aggiunge: “La più profonda delle forme di disuguaglianza è quella che riguarda l’ambiente e che delinea destini cupi per generazioni, città, paesi e settori industriali. Con questa consapevolezza, l’ambiente sarà al centro delle nostre inchieste e analisi”. Quindi prosegue: “Per essere credibile, un giornale deve essere indipendente. Domani nasce dall’iniziativa di Carlo De Benedetti, lontano da tempo da ogni interesse imprenditoriale, che ha finanziato la società editoriale. Dopo la fase di avvio, le azioni passeranno a una fondazione che garantirà risorse e autonomia”.
In conclusione ha affermato: “Non si tratta però di un progetto filantropico: i giornali esistono se hanno lettori che li comprano in edicola e che si abbonano on line. Avremo anche la pubblicità, ma noi abbiamo scelto di dipendere dai lettori per essere liberi di fare inchieste e prendere posizioni, senza condizionamenti”.
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