“L`editoriale pro-Prodi risale a due anni fa e fu decisivo in una svolta di antipatia del Cavaliere. Se l`è legata al dito e non gliela ha più perdonata. Dopo di che, siamo andati avanti ancora due anni, anche perché poi, per quasi due anni, c`è stato Prodi”. Spiega così il direttore del quotidiano ‘Libero’ Vittorio Feltri, nell`intervista concessa a Klaus Davi, i retroscena dell`articolo scritto da Paolo Mieli, ora non più direttore del Corriere della Sera, a favore di Romano Prodi, candidato per il centrosinistra, in occasione delle elezioni.
Il risultato? “C`è stato, subito dopo l`articolo incriminato, un calo delle vendite, ma contenuto, nell`ordine di 30/40 mila copie. Peraltro, noi ne abbiamo beneficiato, per cui io devo gratitudine eterna a Mieli”. Feltri spiega poi di “stare sulle palle” a Berlusconi ma “a me non importa questo. Non è che io abbia mai avuto dei doni particolari da lui e non voglio neanche averli. Però la sinistra, che pure ne ha fatte di tutti i colori negli anni scorsi, devo dire che ha un certo rispetto nei confronti di quello che io scrivo e qualche volta s`infastidisce.
Berlusconi fa la stessa cosa”.
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