Fake news, l’informazione tradizionale è il miglior antidoto

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La polemica che sta coinvolgendo il quotidiano “Il Foglio” e il Movimento 5 Stelle offre interessanti spunti per qualche considerazione sulla strumentalizzazione del noto fenomeno delle fake news. Questi i fatti in breve. Il Foglio ha avviato un’inchiesta sull’Associazione Rousseau, l’organizzazione facente capo a Davide Casaleggio che gestisce la vita democratica e l’attività del Movimento. Il deputato pentastellato Danilo Toninelli ha sostenuto che il reportage del quotidiano fosse una mera invenzione, poiché non esisterebbe alcuno statuto per l’associazione Rousseau. Pronta è stata la replica de “Il Foglio”, che ha pubblicato documento originale, atto costitutivo e statuto dell’associazione.
Quella delle fake news è una realtà innegabile. L’aumento della diffusione delle notizie genera casi in cui l’informazione data è distorta o, addirittura, ingannevole. Sfruttando soprattutto le caratteristiche dei social network, le notizie false vengono abbellite, integrate e propagate da utenti ignari della verità. Pertanto le fake news possono dare origine a vere e proprie “Catene di Sant’Antonio”, che danneggiano il sistema generale dell’informazione. Tuttavia in questo quadro di incertezza vengono in rilievo le fonti più autorevoli, che hanno la possibilità di certificare la veridicità di una notizia e confermare l’autenticità di informazioni incerte. In tale novero rientra certamente “Il Foglio”, tra i più importanti quotidiani nazionali italiani. Non si vuol affermare che ogni genere di informazione veicolata da testate note sia necessariamente veritiera. D’altra parte è anche consigliabile non bollare come “fake news” qualsiasi informazione potenzialmente sgradita e facilmente verificabile.
Il termine post verità , sovente utilizzato nei periodi elettorali, indica la condizione per cui in una discussione relativa ad un fatto o a una notizia la verità viene messa in secondo piano. E’ oggi un argomento centrale a causa dell’assenza del ruolo di mediazione proprio dei sistemi editoriali tradizionali. Questa dinamica si è acutizzata a causa della perdita di fiducia verso i modelli dell’informazione canonica. Ma la lotta alle fake news passa da una maggiore responsabilizzazione dell’utente, che non deve anteporre la condivisione alla riflessione. In quest’ottica il controllo incrociato delle informazioni raccolte è fondamentale e passa necessariamente dai riferimenti alle testate giornalistiche più accreditate. L’erosione della credibilità delle stesse non si pone come freno alla diffusione delle fake news, ma all’inverso le alimenta. Un livello di consapevolezza più alto da parte degli utenti dipende anche dalla qualità del dibattito pubblico e dal senso civico delle forze politiche.

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