Mentre Mountain View punta a non porre limiti alla circolazione delle informazioni, Palo Alto proprio non ci sta a condividere i dati dei propri utenti e blocca la funzione che consente in automatico di esportare i contatti verso Google Plus, inibendo di fatto il sistema ad inviti.
Con un semplice click l’estensione per il browser Chrome ideata dallo sviluppatore Mohammed Monsour, oltre a consentire l’accesso alla versione mobile di Facebook, dava l’opportunità di scaricare con il pulsante Export Friends tutte le informazioni (nome, email, numeri di telefono, siti web, indirizzo e data di nascita) che gli amici avevano condiviso, importandole nei contatti Gmail. La nuova lista compariva sotto la voce “Imported from Facebook” ed in poco tempo aveva registrato un numero di download pari a 17mila. Cosa che deve aver preoccupato non poco Palo Alto che ha costruito una vera e propria fortuna sulla propria community, custodendo le sue preferenze, i gusti, le tendenze e le discussioni ascoltate di soppiatto da software creati per l’occasione (la pratica del cd. web listening per incentivare i brand sul mercato).
L’applicazione non è più funzionante ma né è stata già anticipata una ulteriore versione che aggiri la policy imposta da Facebook, che a quanto pare intende fare della condivisione un motto valido solo “in casa”.
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