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FACEBOOK E LA PRIVACY.CI RISIAMO

Facebook avrebbe messo in campo una nuova serie di algoritmi capaci di reperire ogni scambio di informazioni personali o linguaggio offensivo. Sarebbero soggette a rilevazione anche altri tipi di situazioni, come le chat tra due persone che hanno un forte scarto di età. Il software in questione avrebbe anche la possibilità di identificare persone già condannate per reati (talvolta) strettamente connessi all’uso della rete, come la pedofilia e la violenza sessuale.

E, continuando nelle indiscrezioni, i programmi di monitoraggio prenderanno in considerazione anche frasi usate in passato dai criminali nelle chat sul sito. Insomma, i responsabili della sicurezza alla fine avranno materiale bastante per “farsi un’idea”; e dovranno decidere se chiamare o meno la polizia.

Tutte cose che fanno salire la preoccupazione sulla “tenuta” della privacy personale nel social network più usato del mondo. Del resto però, le condizioni generali che vengono presentate all’inizio agli utenti che si iscrivono dicono chiaro e tondo che “può essere richiesto a Facebook di presentare le informazioni degli utenti alla polizia”. Ed una condizione del genere in fondo ha il pregio di scoraggiare molti crimini che potrebbero essere posti in essere.

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