Facebook dice addio ai profili “segreti”

0
831

Privacy online dai confini sempre più sottili. Facebook eliminerà una sezione delle impostazioni di riservatezza rendendo ogni profilo utente visibile a chiunque nelle ricerche sul social network. I contenuti rimarranno “privati” attraverso le impostazioni di condivisione specificate per ogni singolo post. Intanto Google, come riportato ieri dal nostro sito, ha annunciato che venderà agli inserzionisti commenti e foto di utenti su suoi servizi o siti collegati, come Google+ e YouTube. Opzione che però si può scegliere di disabilitare. Ma procediamo con ordine.
Su Facebook presto si dovrà dire addio ai profili ”segreti”. Finora fra le impostazioni della privacy si poteva scegliere se rendere visibile a chiunque, nelle ricerche sulla timeline del social network, il proprio profilo attraverso il proprio nome e cognome o la propria e-mail. Ora questa possibilità sarà negata. In realtà, spiega Michael Richter, chief privacy officer di Fb, l’opzione era già stata rimossa lo scorso anno per chi non l’aveva attivata, mentre ora verrà eliminata anche per quella ”piccola percentuale” di utenti che invece l’aveva impostata. Per mantenere ”invisibili” ad occhi indesiderati i propri contenuti non resta, dunque, che scegliere con cura ancora maggiore il livello di condivisione degli aggiornamenti: pubblico, solo amici o per gruppi e persone selezionati.
Nel frattempo a muoversi sulle orme di Facebook per quanto riguarda l’utilizzo dei dati degli utenti nelle inserzioni pubblicitarie è Google. Il colosso di Mountain View ha infatti modificato i suoi termini di servizio comunicando che dall’11 novembre i nomi e le foto dei profili dei suoi utenti potranno comparire nelle inserzioni pubblicitarie. Se un utente segue un ristorante su Google Plus o esprime il gradimento per un album su Google Play, il nome di quella persona, la sua foto e il suo parere potranno essere utilizzati per gli annunci pubblicitari. L’opzione, che esclude automaticamente chi ha meno di 18 anni, può comunque essere disabilitata.

Giannandrea Contieri

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome