Eric Schmidt (Google), non più Ceo da quando numero uno del colosso di Mountain View è il co-fondatore Larry Page, ha tenuto due discorsi nel giro di pochi giorni, in cui ha parlato sia di privacy che di copyright. A fine mese si svolgerà il G8 di Internet, voluto dal Presidente francese Nicolas Sarkozy, e a cui partecipoerà Eric Schmidt per Google, accanto a Mark Zuckerberg di Facebook, Rupert Murdoch di News Corp ed altri protagonisti della Silicon Valley ancora. Sulla privacy Google ha intenzione di riabilitare la propria immagine dopo anni di denunce e inchieste da parte parte delle Authority mondiali, ma soprattutto i Garanti privacy dell’Unione europea. Google vuole diventare adulta e dimostrare più rispetto per la proprietà intellettuale e migliorare la tutela della privacy. Anche per venire incontro alle richieste del presidente francese Sarkozy, ispiratore della Legge Hadopi (detta dei 3 colpi) e della cancelliera Angela Merkel.
Eric Schmidt ha detto che Google non vuole fare la figura dell’elefante nella cristalleria: “d’ora in poi avremo più cautela” anche se finora Google è consapevole di essere stata quell’elefante. Per Google l’Europa è un mercato fidelizzato con l’88% di quote di mercato, in cui conviene tenere un “profilo basso” e cercare di rispettare le sensibilità europee su certi temi (privacy e copyright soprattutto). Negli Stati Uniti Google sente invece di più la competizione con Yahoo e Microsoft Bing, tanto che il market share di Google negli Stati Uniti è “solo” al 66%.
Dopo le roventi polemiche su Street View in Germania, Google ha concesso ai residenti di rimuovere le fotografie e ha promesso un “istituto per internet and society” a Berlino. Schmidt spiega: “Gli utenti dovrebbero poteri cancellare le informazioni su di noi in mano a Google. Gli utenti dovrebbero avere la proprietà dei propri dati e noi dovremmo essere trasparenti.”
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