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Equo compenso Tar Lazio dà ragione a Meta, Fieg: “Sosterremo Agcom”

Equo compenso: il Tar del Lazio dà ragione a Meta e sospende l’applicazione del nuovo regolamento ma la Fieg è già pronta a scendere in campo per sostenere il ricorso di Agcom contro la pronuncia. Per gli editori, letteralmente infuriati dopo la sentenza del Tar Lazio che premia le eccezioni presentate dal colosso web di Meta, si prospetta una dura battaglia: “La sospensione del Regolamento Agcom disposta dal Tar solleva di fatto le piattaforme dagli obblighi previsti dalla normativa di recepimento della Direttiva copyright ed allontana l’obiettivo di tutelare adeguatamente il prodotto editoriale”. La Fieg, pertanto attende la pronuncia del Consiglio di Stato e si augura che i giudici amministrativi di secondo grado riconoscano: “in tempi brevi le ragioni degli editori e dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni mantenendo in vigore, in attesa che la Corte di giustizia europea si pronunci sulla normativa italiana di recepimento della Direttiva copyright, le regole introdotte dal regolamento Agcom”.

Ma non basta. La Fieg infatti afferma: “Nel condividere quanto scritto dal commissario Agcom, Antonello Giacomelli, sottolineano l’importanza di agire in tutte le sedi per tutelare la qualità e la sostenibilità dell’informazione, garanzia dei principi di pluralismo e di libertà d’espressione di ogni società democratica”. E dunque: “L’Italia, con una legge definita dagli osservatori europei come ’benchmark di una riforma bilanciata ed efficace, di certo la più avanzata nel quadro degli ordinamenti europei per quel che riguarda la tutela dei diritti degli editori di giornalì (Enpa), è stato il primo tra gli Stati membri a dotarsi di un meccanismo negoziale regolamentato finalizzato al riconoscimento effettivo del diritto connesso”. Il regolamento Agcom, concludono gli editori, “è fondamentale per il buon esito delle trattative tra editori e piattaforme, anche perché individua i criteri di riferimento per determinare l’equo compenso dovuto per l’utilizzo on line dei contenuti editoriali e obbliga le piattaforme a mettere a disposizione i dati necessari a tale scopo”.

Luca Esposito

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