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Sull’equo compenso, Fnsi ringrazia Nordio ma adesso chiede i fatti

Bene ma non benissimo: sull’equo compenso la Fnsi plaude al ministro alla Giustizia Carlo Nordio e alla sua decisione di voler incontrare l’Ordine dei giornalisti. Ma, allo stesso tempo, sottolinea un divario tra parole e fatti in merito alla vicenda delle tabelle. Da queste, infatti, dipende l’iter della normativa che intende regolamentare e irrobustire il compenso per i giornalisti freelance e per i collaboratori.

La Fnsi, dunque, “esprime soddisfazione per il fatto che il ministro Nordio incontrando l’Ordine dei giornalisti abbia manifestato grande attenzione sulla questione dell’equo compenso”. Ma sottolinea allo stesso tempo che “le parole e le azioni sul tema mostrano una profonda divaricazione perché a fronte della grande attenzione e delle parole, sono ben tre anni che la proposta di liquidazione giudiziale dei compensi per i giornalisti lavoratori autonomi giace in qualche cassetto di via Arenula”. Si tratta di una proposta “da Fnsi e sottoposta all’Odg che l’ha integrata, cosa di cui lo ringraziamo”, a cui evidentemente il sindacato tiene moltissimo.

Eppure ci sono altre doglianze della Fnsi in materia di equo compenso. Così come le tabelle, infatti, “pare essere finito su un binario morto il provvedimento per l’equo compenso dei giornalisti che la presidente del consiglio Meloni ha voluto affidare al ministero della Giustizia”. Si tratta di un “provvedimento per il quale la capo di gabinetto Bartolozzi aveva già fatto alcuni incontri con lo stesso Ordine, ma scegliendo tra le parti sociali di interpellare solo le associazioni datoriali e non anche il sindacato”, prosegue l’Fnsi. Insomma, è giunto il tempo di fare qualcosa sul serio. “Apprezziamo l’attenzione, ma il tempo è scaduto. In attesa delle decisioni del ministero della Giustizia, i colleghi lavoratori autonomi e Cococo continuano ad avere redditi al di sotto della soglia di povertà”, tuonano dal sindacato. “Allo stato delle cose, Fnsi ritiene che il confronto sull’equo compenso debba riprendere al più presto al tavolo del Dipartimento per l’Informazione e l’ Editoria, individuato come referente dalla legge speciale 233/2012”.

Luca Esposito

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