Categories: Radio/TV

ENNESSIMO RINVIO PER L’AGCOM SULL’ASTA DELLE FREQUENZE

Fonti vicine all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni confermano, infatti, che il nodo sui vincoli di partecipazione ai rilanci per gli slot televisivi non è stato sciolto. Tutto rimandato, ancora una volta.
La decisione era, e resta tuttora, molto attesa per la possibile esclusione dai pretendenti alle frequenze di Rai e Mediaset. Le due principali aziende della televisione in chiaro, infatti, avrebbero già raggiunto il limite massimo di bande disponibili per ciascun operatore.
A sostenere questa posizione era stata la Ue, che, prima tra tutte, aveva spinto per la vendita delle frequenze, piuttosto che la loro cessione a titolo gratuito in base a meri criteri di garanzia, come avrebbe posto in essere il beauty contest poi defunto.
Secondo l’Unione europea, infatti, il limite massimo di cinque reti – definite “multiplex” – dovrebbe precludere la partecipazione al bando d’asta pubblico.
Ed essendo Rai e Mediaset già in possesso di questo “paniere” di reti sul digitale, si sarebbe dunque dovuto procedere alla formalizzazione della loro esclusione, anche in seguito alla già avanzata procedura d’infrazione, sempre da parte europea, per la mancanza di apertura nel mercato televisivo.
E proprio su questo punto, oggi, l’Agcom era stata chiamata a definire se il servizio pubblico e il suo principale concorrente in chiaro, come sostenuto dalle istituzioni europee, si sarebbero dovute rassegnare all’esclusione.
Quello che l’Authority avrebbe dovuto stabilire, era sostanzialmente un regolamento che tenesse conto dei paletti europei e cioè in quali termini i multiplex detenuti dalle due aziende, appartenenti a due standard tecnologici diversificati – uno per il digitale terrestre, l’altro per la telefonia mobile, ormai decaduta – avrebbero finito per impedire la loro partecipazione ai rilanci.
La questione, oggi, non è stata risolta e lascia aperte ancora molte possibilità, inclusa quella di uno scorporo delle frequenze messe all’asta, con relativo “ripescaggio” dei multiplex esclusi, che vedrebbero partecipare anche gli operatori della telefonia, ma solo, seconda le disposizioni in vigore, a partire dal 2015.
Gli scenari restano molti, le certezze poche: tra queste, che Agcom dovrà stilare prima possibile il regolamento per la cessione delle frequenze ai migliori offerenti e, per converso, stabilire in che modo potranno prendervi parte operatori di rete e fornitori di contenuti, così come distinti dalla sempre vigente legge Gasparri.
Ma tutto ciò avverrà, forse, alla prossima assemblea del Garante, mentre il tempo del governo che ha calorosamente indetto l’asta pubblica sta inevitabilmente scadendo. (fonte leggioggi)

editoriatv

Recent Posts

“Contro di me character assassination senza precedenti”

“Una character assassination che non ha precedenti nella storia del nostro Paese”. Ne è sicuro,…

16 ore ago

Troppe intelligenze artificiali, ormai è il caos: dovevano semplificarci la vita e invece non sappiamo più quale scegliere

Fino a poco tempo fa quando si parlava di intelligenza artificiale per il grande pubblico…

16 ore ago

Ranucci adesso fa litigare Giulietti e Unirai

Non c’è fine alla polemica su Ranucci. Il conduttore di Report ha pubblicato, nelle scorse…

16 ore ago

Si apre la settimana decisiva per il futuro di Ranucci e di Report

Si apre la settimana della verità sul destino di Sigfrido Ranucci. Nessun licenziamento all’orizzonte, e…

2 giorni ago

Occhiali smart, la nuova frontiera dell’AI apre un enorme problema di privacy: da Meta a Samsung, Google e Apple la sfida è proteggere chi sta davanti alle lenti

Gli occhiali intelligenti stanno rapidamente passando dalla categoria degli esperimenti tecnologici a quella dei prodotti…

2 giorni ago

Edicole, la crisi non si ferma: dai Comuni arrivano nuovi aiuti per salvare una rete che rischia di scomparire

La decisione di Cesenatico di mettere nuovamente a disposizione un contributo economico per le edicole…

3 giorni ago