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Emittenza locale, dopo i tagli ecco l’emendamento da 16 milioni

Emittenza locale, Italia Viva annuncia la “pezza” che salva, almeno per quest’anno, i fondi alle reti radio e tv dei territori. Ad alzare la voce era stato, tra gli altri, anche il sindacato della Cgil che aveva denunciato i tagli e come questi avrebbero rischiato di mandare a carte quarant’otto l’intero comparto locale. I conti di Slc Cgil non sembravano lasciare spazio a nessuna interpretazione: “Per il 2025 i contributi per le emittenti televisive e radiofoniche locali subiscono un taglio di quasi 20 milioni di euro rispetto al 2024 (111,6 milioni di euro invece dei 130,2 milioni di euro dell’anno passato). È una scelta sconsiderata del governo: si tratta di una riduzione del 14%, che rischia di mettere in ginocchio un settore che occupa migliaia di lavoratrici e lavoratori”. Ma ad aggravare i pericoli c’è il contesto generale in cui operano le aziende dell’emittenza locale che “subisce già la concorrenza dei broadcasters di grandi dimensioni e quella internazionale delle piattaforme streaming, le stesse che utilizzano le reti e le infrastrutture nazionali – senza creare lavoro nel nostro Paese – e pagano la gran parte delle tasse all’estero”.

C’era, poi, un’ulteriore questione aperta. Quella del rinnovo del contratto di lavoro su cui i tagli si sarebbero abbattuti come una mannaia: “I sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil insieme a ConfindustriaRadiotv sono in fase avanzata di rinnovo del Contratto nazionale di lavoro dell’Emittenza radiotelevisiva privata, il taglio dei fondi rischia di pregiudicare lo stesso rinnovo contrattuale”.

Ma la politica ci ha messo una pezza. Lo ha annunciato Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva nonché membro della commissione Bilancio a Palazzo Madama che ha spiegato: “Con un emendamento al Decreto economia vengono ripristinati i fondi per radio e tv locali, inspiegabilmente tolti dal governo. Quasi 20 milioni di euro in meno rispetto al 2024, che avrebbero messo in ginocchio realtà vicine al territorio e fondamentali per il pluralismo dell’informazione, come denunciato dalle associazioni di categoria. Un tema che Italia viva aveva prontamente sollevato, e sul quale il governo ha quindi fatto marcia indietro”. Paita offre le cifre: “I 16,5 milioni previsti nel testo di mofidica sono un contributo straordinario, una pezza messa per quest’anno. Ma per il futuro è necessario che il settore delle emittenti locali disponga di risorse certe, senza il timore di tagli inattesi, che impediscono una seria programmazione. Le tv e le radio locali sono un patrimonio culturale che non poteva essere disperso in questo modo”.

Luca Esposito

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