Il caso di Eluana Englaro è stato ampiamente trattato dalle televisioni ma “la qualità non è corrisposta alla quantità”. A sostenerlo è il presidente dell’Autorità garante per le comunicazioni, Corrado Calabrò. Interpellato a margine del convegno ‘L’informazione nella tv di servizio pubblico tra diritto di cronaca e violenza’, Calabrò ha sottolineato che “il caso di Eluana è una singolarità perché investe questioni di principio, costituzionali, di rispetto delle sentenze e tocca le coscienze. Una volta tanto una attenzione specialissima si giustificava”. Il presidente dell’Agcm dubita però che “la tv pubblica abbia approfondito ogni aspetto sulla materia” ed esprime “la solita riserva sull’approfondimento in televisione dove la qualità non corrisponde alla quantità. Si cercano commenti sulle vicende anziché cercare scienziati ed esperti di valore” che spieghino il merito delle questioni. Calabrò si è poi soffermato sull’audience “schiacciante” dei reality, “come il Grande Fratello andato in onda ieri sera, che non giovano al livello culturale del Paese che si deprime sempre di più”.
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