“Il calo di credibilità significa caduta di copie, caduta di lettori e caduta di pubblicità. Di questo passo si va al fallimento. Credo che El Pais ne sappia qualche cosa”. Le allusioni pronunciate dal premier Silvio Berlusconi durante il vertice italo-spagnolo con José Luis Zapatero, alla Maddalena, in risposta alle provocatorie domande di Miguel Mora, corrispondente del quotidiano iberico, non erano un’invenzione.
Il Gruppo Prisa, principale editore nazionale (oltre a El Pais possiede i quotidiani Diario As e Cinco Dias, tre radio e due tv), naviga effettivamente in cattive acque. La casa editrice rischia il collasso schiacciata da un debito di 5 miliardi a fronte di un fatturato semestrale di 1,68 miliardi (-16,6% a causa del crollo della pubblicità).
Insomma, una situazione complicata per il gruppo controllato da Ignacio Polanco, imprenditore così vicino al premier Zapatero che i membri del Pp (i popolari all’opposizione) non partecipano alle trasmissioni radio-tv e non rilasciano dichiarazioni ai giornali del gruppo.
(Dalla rassegna stampa ccestudio.it)
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