”Il settore potrebbe avere molti esuberi, pensiamo alle tante realtà locali, ai giornali on line che hanno visto la luce negli ultimi anni e hanno dato lavoro a tanti giovani. Sono un sostenitore del libero mercato, ma sul taglio dei fondi ai quotidiani bisogna riflettere. L’editoria è circolazione di idee nel Paese. Se chiudessero ‘Manifesto’, ‘Liberazione’ e ‘Unita” avremmo un Paese più povero dal punto di vista della democrazia. Stesso discorso sarebbe valido per ‘Libero’ o ‘la Padania’. I giornali -conclude l’ex parlamentare del Pd- vendono idee, non saponette”.
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