Tre domande a don Bruno Fasani direttore di ‘Verona Fedele’, settimanale della diocesi di Verona.
Cosa cambia per voi con questi tagli?
«Si apre un periodo nero. L’atto miope del governo provocherà la chiusura di centinaia di piccole testate, a tutto svantaggio del servizio civico da noi svolto nella fascia più debole della popolazione. Non è spegnendo voci libere che si risana il Paese. E noi abbiamo lettori fidelizzati che sono nostri abbonati da 50-60 anni».
Perché accusa il governo di miopia?
«E’ grave colpire un servizio autenticamente pubblico. Rappresentiamo strumenti popolari di contatto con il territorio che da un secolo e mezzo forniscono alla società e alle istituzioni un prezioso supporto. I contributi erano già pochi prima ed è giusto ripartirli in modo più trasparente e rigoroso, però non è qui che bisognava tagliare».
Dove sono gli sprechi?
«Nello squilibrio pubblicitario provocato dalle concentra-zioni editoriali. Piccole ma storiche e utili testate verranno rase al suolo. Chi, come noi, è un po’ più grande resterà in vita ma sarà costretto a ridurre l’organico».
l più grande editore italiano è Google. Sì, Google, che non ha un solo giornalista,…
Dieci milioni di euro per sostenere le edicole italiane, rimborsare una parte dei costi di…
Annalisa Cuzzocrea è la nuova direttrice dell’Huffington Post Italia. Lo ha comunicato il gruppo Gedi.…
Il giornalismo italiano invecchia, il lavoro autonomo diventa prevalente e il divario economico tra dipendenti…
L’informazione italiana dovrebbe raccontare quello che accade sui territori, in Italia e nel mondo. Ma…
Barachini lancia l’allarme social. Dopo gli scontri a Milano, il sottosegretario alla presidenza del consiglio…