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Barachini: “Gli Over the top? Fanno gli editori senza averne le responsabilità”

Gli Over the Top “fanno” gli editori. E a dirlo è il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con delega all’editoria Alberto Barachini. Che, intervenuto al Festival dell’Economia di Trento organizzato dal Gruppo Sole 24 Ore, ha parlato di tutti i nodi che interessano il mondo dell’editoria e dell’informazione in particolare. A cominciare dai problemi, enormi, connessi al digitale. “Il tema a monte è che i grandi over the top, che poi sono quelli che detengono i dati, stanno facendo gli editori, anche se non hanno le stesse responsabilità, gli stessi oneri, le stesse tassazioni, gli stessi vincoli, le stesse responsabilità che hanno gli editori tradizionali. oggi la distribuzione del contenuto è il contenuto stesso”, ha affermato Barachini. Che ha aggiunto: “Viviamo in una democrazia digitale che deve tenere presente leggi, regole, norme parallele o, diciamo, laterali rispetto a quelle che abbiamo sempre vissuto, sta succedendo esattamente quello che è successo con i grandi alberghi dei paesi europei e Booking che è diventato di fatto proprietario di alcuni di essi perché ne distribuisce gran parte delle camere. Non possiamo consentire che i titolari di un’informazione nazionale, e quindi anche di un pluralismo informativo, diventino soggetti esterni al nostro Paese, a volte governati direttamente da chi controlla l’autorità politica”.

Ciò perché, ha ribadito Barachini: “L’informazione, il giornalismo, la notizia non è un prodotto. È un bene fragile, è un bene che produce un effetto sulla coscienza critica e democratica e quindi deve essere considerato diversamente. Si tratta di stabilire quali possano essere dei guard rail etici, dei guardrail normativi per evitare che i dati sensibili, quelli che influiscono appunto sulla coscienza critica diventino di proprietà di persone che ne fanno un utilizzo non corretto”. Non è la prima volta che il sottosegretario tuona contro il ruolo degli Over the top e contro il sostanziale monopolio che hanno assunto sulla rete. Un tema che è sempre più decisivo e importante e di cui, nel corso degli ultimi anni, abbiamo sperimentato gli effetti. Se le major decidono cosa leggere e cosa no, il dibattito finisce per essere inquinato poiché deciso a monte da un soggetto che non c’entra con lo Stato ma che vorrebbe arrogarsi il diritto di stabilire cosa è degno e cosa non lo è di finire nell’agorà democratica.

Luca Esposito

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