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ECCO IL TESTO DELL’HADOPI 2. LUCI ED OMBRE DELLA LEGGE FRANCESE ANTIPIRATERIA

In allegato vi proponiamo il testo dell’Hadopi 2, la legge approvata, ieri, dal Parlamento francese, con l’obiettivo di limitare il download illegale su Internet.
Il testo in questione modifica la legge n. 2009-669 del 12 giugno 2009 (cosiddetta Hadopi 1) pubblicata nella GU n. 135 del 13 giugno 2009 che aveva già modificato il codice sulla tutela del diritto d’autore (legge DADVSI del 1° agosto 2006) creando una nuova autorità amministrativa indipendente, l’Alta autorità per la diffusione delle opere e la tutela dei diritti su Internet (HADOPI), che si sostituiva all’Autorità di regolazione (ARMT), creata dalla legge DADVSI.
L’Hadopi 2 introduce la possibilità, per i membri della Commissione, di segnalare “i fatti suscettibili di costituire infrazioni” alle autorità giudiziarie che potranno punire chi scarica file coperti da copyright. Per gli utenti in arrivo sanzioni fino a decine di migliaia di euro, oltre alla disconnessione dal web in caso di reiterazione. Molte sono però le perplessità che restano sulla costituzionalità della legge e sulla sua efficacia.
Riguardo al primo punto l’opposizione socialista francese ha lasciato intendere di voler ricorrere alla Corte Costituzionale, così come venne fatto per l’Hadopi 1: respinta una prima volta perché giudicata incostituzionale. Una certa opposizione la legge l’ha trovata anche in Europa. Il commissario Ue responsabile delle Telecomunicazioni, Viviane Reading, ritiene che la pirateria vada combattuta trovando un’alternativa più coerente al contesto attuale, dove il 60% delle persone tra i 16 e i 24 scarica quotidianamente dalla rete senza pagare. Per la Reading, “la crescente pirateria su Internet è un voto di sfiducia nei modelli attuali di business e nelle correnti soluzioni legali e deve essere una sveglia per coloro che elaborano le politiche”.
Per quanto riguarda il secondo punto sorgono dubbi sulle modalità che verranno messe in atto dalla commissione per monitorare gli internauti che, ogni giorno, in ogni momento, si collegano ad Internet.
In ogni caso sarà interessante scoprire se la legge funzionerà almeno come deterrente per scoraggiare il download illegale o se i “pirati” riusciranno a trovare nuove strade per eludere i controlli.
Fabiana Cammarano

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