Editoria

Doppio sciopero indetto dalla Fnsi: “Dieci anni senza contratto”

Doppio sciopero per la Fnsi: si protesta contro il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Che, ormai, attende da dieci anni (che saranno compiuti il 1° aprile prossimo), di essere “aggiornato”. Il tavolo tra il sindacato e gli editori è, sostanzialmente, saltato. Le posizioni sono tanto lontane che, al momento, appaiono inconciliabili. Tra chi accusa gli altri di essere, reciprocamente, col braccino corto o abituati a un modello ormai vecchio che ha portato l’editoria nel baratro.

Un ulteriore segnale è, appunto, il doppio sciopero indetto dalla Fnsi. Due date sono già segnate in calendario. Si sciopera il 27 marzo (è venerdì, non ditelo a Salvini) e giovedì 16 aprile. Su quest’ultimo appuntamento, però, c’è ancora da attendere l’ufficialità, perché potrebbe slittare “per consentire a tutti i colleghi, anche quelli della Rai, di aderire alla protesta”.

Le ragioni della protesta sono le solite. La stagione degli scioperi sarà “intervallata” da un’iniziativa già indetta per il 1° aprile a Torino. Non una data casuale, evidentemente, dal momento che sarà il giorno in cui lo stallo sul contratto compirà appunto dieci anni. “Il primo aprile, esattamente dieci anni dopo la scadenza dell’ultimo contratto, la Fnsi convoca anche una manifestazione nazionale a Torino: iniziativa che vuole unire sia i temi del rinnovo contrattuale, sia la crisi che riguarda le testate del Gruppo Gedi La Stampa e Repubblica (oltre alle radio e all’online), per le quali sono in corso svendite, più che cessioni, da parte dell’editore Elkann”, si legge nella nota che indice il doppio sciopero.

“Il sindacato – fa sapere la Fnsi in una nota pubblicata sul suo sito – rifiuta le risposte della Fieg sul rinnovo contrattuale. La Fnsi lotta per mantenere le tutele per i giornalisti e per il futuro dell’informazione e non si può accontentare di risposte algebriche e miopi che stanno riducendo l’informazione stessa ad un terreno incolto per l’intelligenza artificiale e lo sfruttamento di manodopera intellettuale”. Il busillis è presto svelato: “Gli editori continuano a prendere finanziamenti, eppure senza riuscire a immaginare un futuro per l’informazione e i suoi lavoratori, che siano dipendenti o collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori autonomi. Viviamo il grande paradosso di una società che consuma informazione e di editori che bruciano chi fa informazione”.

Lo scontro è servito. E ora si entra nel vivo. Doppio sciopero indetto dalla Fnsi, ora la palla è nel campo della Fieg.

Luca Esposito

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